TERRA VIVENTE: “Il vino è il canto della terra verso il cielo”

Prendo tempo… cerco di raccogliere le idee e fare tesoro delle belle sensazioni che questo percorso eno-culturale mi ha lasciato… credo davvero di aver vissuto qualcosa di speciale. Non succede spesso che si parli di vini e allo stesso tempo si respiri l’aria fiabesca di borghi antichi o si riesca ad assistere a performance teatrali, musicali e artistiche, quasi come se l’arte fosse alla portata di tutti e per tutti… In fondo è così… dovrebbe essere così…l’arte è per tutti, ma se non ci fossero idee di condivisione e impegno come quelle che fanno da colonna portante nei progetti di Contemporary Wine, tutto sarebbe lontano e astratto.

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I sette appuntamenti che dal 30 Aprile e fino alla scorsa domenica 1 Ottobre si sono succeduti, hanno visto confrontarsi alcuni tra i più interessanti protagonisti della viticoltura biologica locale, aziende che hanno fatto del rispetto per la natura e il consumatore, uno dei loro punti di forza. L’elenco può sembrare ridondante, ma serve al lettore per concentrare la memoria sui loro best of, quei vini che prima o poi, devono entrare a far parte della propria cantina. Ed ecco, Cameli, Casa Lucii, Cappella di Sant’Andrea, Cesani, Colle al Vento, Colombaio di Santa Chiara, Fattoria Bacìo, Fattoria Majnoni Guicciardini, Il Palagione, La Pieve, La Spinosa, Monterosola, Pietralta, Tenuta della Luia, Tenuta di Sticciano, Vagnoni; non solo nomi ma realtà consolidate e molto attente nel fare dei vini sinceri, che raccontino davvero da dove vengono e cosa portano con sé nel loro DNA.

Quando ho iniziato a studiare da sommelier, pensavo che i vini fossero il riflesso degli enologi e uomini di cantina che ogni giorno sudavano e pensavano come fare il vino, ma ora ho capito che sono lo specchio dell’anima dell’ambiente che li circonda…che circonda le vigne e la terra dalla quale queste trovano nutrimento. Sono figli del vento che soffia sui grappoli e le foglie, e del sole che pian piano li colora e le fa arrossire… Solo a parlare di vini, si rischia di essere sdolcinati come a parlare dei propri figli… ma probabilmente la similitudine è calzante.

Se vi capitasse di bussare alla porta ed entrare in cantina, in uno di quegli ambienti dove il vino si fa davvero… trovereste persone innamorate e anche apprensive, sofferenti, inebriate, soddisfatte e appassionate del loro lavoro e dei frutti di questo impegno…proprio come un giovane Romeo capace di andare oltre i suoi stessi limiti pur di vivere l’amore vero… Ecco i frutti della terra sono il risultato dell’amore per la terra, e la terra è davvero Vivente!

E come disse il buon Luigi Veronelli “il vino è il canto della terra verso il cielo”.

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Articolo di Vincenzo Caccamo, Sommelier A.I.S. & Responsabile Commerciale per Villa Calcinaia dei Conti Capponi, Greve in Chianti (FI)

 

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